I Progetto con le Scuole Medie e Elementari per la lotta

“NO AL BULLISMO”

Cosa sappiamo del bullismo oltre ad essere una piega sociale devastante, sappiamo che gli adolescenti sono i più colpiti, e non riusciamo a capire come i nostri figli abituati fin da piccoli alla socializzazione poi sfociano in bulli e in vittime. Non consideriamo che anche l’ambiente circostante al bambino lo porta a vivere in uno stato di povertà psicologica (discussioni in famiglia, separazioni, ecc.), questo porterà il bambino a conoscere quei comportamenti che consentono i più forti di vittimizzare i più deboli e vulnerabili, utilizzando la prevaricazione, la violenza sia verbale che fisica. Questo avviene perché a quel ragazzo nessuno gli ha insegnato a gestire le proprie emozioni, anzi lui si è nutrito di continue umiliazioni e solitudine. In alcune famiglie i genitori e i figli convivono semplicemente insieme, dove i genitori occupandosi dei mille problemi giornalieri sperano che in famiglia tutto proceda bene e senza alcun intoppo. Tutto questo ci sta ad indicare che la colpa non è solo dell’educazione dei genitori ma è soprattutto la società. Perché se un genitore insegna al proprio figlio i valori morali e civili, ma poi non le rispetta e si giustifica: “tanto attorno a me nessuno le applica”, fa passare al bimbo un insegnamento sbagliato nel rispetto alle regole della società. Il bullismo nasce e cresce quando nella società le normali norme di convivenza civile vengono assoggettate dalla legge del più forte e tanto di più ci tutelano, tanto più dimentichiamo le norme civili che tutelano tutti. Attualmente è così. Albert Einstein diceva: “indubbiamente cattivo è colui che abusando del proprio ruolo, commette ingiustizie a danno dei suoi simili”. In Italia 1 ragazzino su 2 subisce episodi di bullismo, mentre in Toscana la media si abbassa e arriva a 1 su 5. Anche se tutti i dati parlano di episodi in continua crescita. Quindi qual è il nostro compito –di una società corretta- per poter andare in un futuro senza il bullismo? Educare i nostri figli parlando con il cuore, puntando sull’intelligenza effettiva per riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri.  Ma come? Noi dell’associazione “i Sogni di Kira”, associazione nata da qualche mese, in ricordo di “Kira”, cioè Francesca Senesi, scomparsa lo scorso dicembre in un incidente stradale dove ha perso la vita anche il suo più caro amico Marco. Francesca amava fare delle “piccole” cose: amava aiutare chi aveva accanto, anche se negli ultimi anni con la comparsa di una terribile malattia il LUPUS (una malattia sistemica, cronica e di origine autoimmune che coinvolge diversi organi del corpo e colpisce prevalentemente le giovani donne), non si tirava mai indietro. Ed è per questo che un gruppo di parenti e amici ha deciso di fondare l’associazione per continuare il cammino di Francesca, facendola “rivivere” nelle operazioni che vogliamo portare avanti. Noi dell’associazione abbiamo un progetto diviso in tre punti: 1. Le scuole elementari dei comuni di Cecina, Castellina Marittima, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella e Bibbona.(perché partiamo dalla scuola elementare? Perché la socializzazione in questa età è un processo delicato, perché influisce sui valori di base e sulle aspettative ideali. Nel periodo scolastico, il gruppo di bambini diventa sempre più importante e soprattutto quando i nostri figli raggiungono la pubertà, il gruppo può avere un influenza maggiore dei genitori. Non dimentichiamo cosa abbiamo detto prima). Quindi il primo punto si divide: a.) abbiamo chiesto alle scuole il permesso per le divise provvisorie con la nostra maglietta, con il contributo ci permetterà di sostenere le spese del progetto. b.) collaboriamo con dei specialisti per realizzare un progetto per la sensibilitazione dei nostri bambini alla cultura del diverso, ma l’intervento degli specialisti verrà pagata interamente da noi. c.) Con i soldi che rimangono, vorremmo realizzare un aula multimediale. 2. Scuole medie “Galilei” di Cecina (perché il periodo più critico è quello compreso fra gli 11 e i 13 anni, dove le ragazze vengono colpite più che dei ragazzi). a.) Abbiamo chiesto e ottenuto la possibilità di indire un concorso artistico per le classi della scuola. Il concorso si chiama “Un Disegno per Kira” e il tema di quest’anno sarà sul NO BULLISMO. b.) Siamo in contatto con una casa editrice per comprare i libri “Una Favola per…affrontare il bullismo” (da parte nostra il libro verrà donato alla scuola), che darà un ottimo stimolo per il concorso. 3. Per sensibilizzare ancora di più i genitori stiamo pensando di organizzare una piccola maratona aperta a tutti.

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